MOSTRA – BRESCIA: IL CIBO NELL’ARTE

Palazzo Martinengo

 

Un grande evento che segna il forte legame che unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana, in un arco temporale di oltre quattro secoli. Palazzo Martinengo di Brescia ospiterà la mostra “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol”, che presenterà oltre 100 opere di maestri dell’arte antica come Campi, Baschenis, Ceruti, Figino, Recco, Ruoppolo, Stanchi, che dialogheranno con autori moderni e contemporanei, da Magritte a de Chirico, da Manzoni a Fontana, a Lichtenstein, fino a Andy Warhol. Il cibo nell’arte offre così un ulteriore approfondimento degli argomenti affrontati da Expo 2015, il cui tema è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. La Mostra condurrà il pubblico in un lungo ed emozionante viaggio attraverso le diverse correnti pittoriche succedutesi nel corso del tempo – dal Barocco al Rococò, dal Romanticismo ottocentesco alle avanguardie del Novecento – per apprezzare le varie iconografie correlate alla rappresentazione del cibo che gli artisti hanno affrontato con estro e originalità. Il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio iconografico e cronologico, rivelerà quanto i pittori attivi tra XVII e XIX secolo amassero dipingere i cibi e i piatti tipici delle loro terre d’origine, e farà scoprire pietanze e alimenti oggi completamente scomparsi di cui è difficile immaginare anche il sapore. Dieci saranno le sezioni tematiche: l’allegoria dei cinque sensi, Mercati dispense e cucine, La frutta, La verdura, Pesci e crostacei, Selvaggina da pelo e da penna, Carne salumi e formaggi, Dolci vino e liquori, Tavole imbandite, Il cibo nell’arte del XX secolo. Chiuderà idealmente la visita la spettacolare Piramide alimentare, installazione appositamente realizzata per l’occasione dall’artista Paola Nizzoli. Tra i capolavori che si potranno ammirare in mostra si segnalano i Mangiatori di ricotta di Vincenzo Campi, il Piatto di pesche di Ambrogio Figino (la prima natura morta della Storia dell’Arte italiana, dipinta circa un lustro prima della Canestra di Caravaggio), quello che la critica specialistica ritiene essere il più importante pendant di nature morte di Giacomo Ceruti detto Pitocchetto (mai esposto in pubblico prima d’ora), il Tavolo con angurie del pittore divisionista Emilio Longoni e l’Ultima Cena di Andy Warhol, un acrilico su tela che reinterpreta in chiave pop il Cenacolo di Leonardo.

 

PROGRAMMA GIORNATA

7.30 partenza da Genova in pullman G.T.

10.00 arrivo a Brescia

11.00 visita guidata della Mostra

13.00 pranzo e pomeriggio liberi

17.00 circa rientro a Genova

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: informazioni in sede

 

LA QUOTA COMPRENDE: viaggio in pullman GT, entrata e visita guidata alla mostra

LA QUOTA NON COMPRENDE: i pranzi, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”

 

I VIAGGI DI GENOVA CULTURA SONO RISERVATI AI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE

 

La quota di partecipazione va versata entro il 15 aprile

In caso di annullamento del viaggio la quota verrà rimborsata in caso di rinuncia del partecipante non verrà rimborsata

 

MOSTRA – ESPRESSIONISMO TEDESCO

DA KIRCHNER A NOLDE 

 

La visita sarà guidata da uno storico dell’arte, durata del percorso un’ora e mezza circa

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

GIOVEDÌ 26 MARZO ALLE ORE 18.00 PRESSO LA SEDE DI VIA ROMA INCONTRO DI PREPARAZIONE ALLA VISITA

 

Palazzo Ducale di Genova presenta in collaborazione con il Brücke Museum di Berlino una rassegna sulla nascita dell’Espressionismo Tedesco, curata da Magdalena Moeller, direttrice del museo. Il termine Espressionismo Tedesco deve la sua origine principalmente alla fondazione del movimento Die Brücke (“Il Ponte”) da parte di Fritz Bleyl, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff a Dresda il 7 giugno 1905. Lo scopo di questi artisti è quello di gettare un ponte tra la pittura classica neoromantica e un nuovo stile che si definirà in seguito come “espressionismo”. In mostra oltre 150 opere tra dipinti, stampe e disegni dei fondatori del gruppo, a documentare una rivoluzione artistica, nel fermento che porterà l’Europa alla Grande Guerra del ’15-’18 di cui quest’anno si ricordano i cento anni. L’esposizione di Palazzo Ducale documenta dunque la varia creatività artistica all’interno di questo gruppo rivoluzionario che riportò l’arte tedesca sulla scena internazionale a un livello qualitativo pari a quello delle opere dei fauves, dei cubisti o ancora, dei futuristi italiani.

VIAGGI – IL CASTELLO DI MIRADOLO/MOSTRA S. SEBASTIANO

SAN SEBASTIANO. BELLEZZA E INTEGRITA’ NELL’ARTE TRA ‘400 e ‘600

 

Il Castello di Miradolo (S. Secondo di Pinerolo), un maniero neo gotico, da poco restaurato, immerso in uno dei più lussureggianti parchi romantici del Piemonte, ai piedi delle colline di Pinerolo, all’imbocco della Val Chisone e della Val Pellice. Per l’occasione della mostra “San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento”, Vittorio Sgarbi e Antonio D’Amico, hanno selezionato oltre quaranta capolavori, dal Rinascimento al Seicento. Il percorso prende avvio con Andrea della Robbia che modella l’anatomia del giovane Sebastiano con grande raffinatezza, levigando le membra con la terracotta invetriata. Si prosegue nella Venezia del Quattrocento, dove Carlo Crivelli interpreta con grande suggestione la figura di un giovanetto nudo e invaso dalle frecce. Sul suo viso compare la smorfia: è l’uomo del Rinascimento con le sue passioni e le sue aspettative sul mondo e nel futuro. Ludovico Carracci interpreta il secolo della grande Riforma Cattolica mostrandoci un atleta gentile che cita passi di danza e si muove leggiadro nei meandri della fede. Lo splendido paesaggio è la scena suggestiva che ospita la Vergine col Bambino e uno statuario Sebastiano, dipinto da Paris Bordone, che ci guarda e assiste silenzioso al mistico dialogo. Compagno ideale è il solitario e meditabondo San Sebastiano di Tiziano che proviene da una importante collezione privata americana e che giunge in Italia per la seconda volta. Il Seicento si apre con l’accesa armonia dei colori e le audaci forme che in Rubens trovano un risvolto leggiadro, suadente e delicato. Pittura tattile è quella del Seicento che mette in campo gli affetti con un inedito Guercino, di recente scoperto e custodito in una collezione privata americana, con l’altro, compagno ardito, della Galleria Nazionale delle Marche. L’ondata caravaggesca, poi, tocca un inedito culmine con un dipinto eccezionalmente dato in prestito dal Cardinale di Milano, che rivela accenti nordici con una straordinaria verità nel volto e nella posa dell’uomo “santo”. Gli echi caravaggeschi, poi, mostrano la passione con Ribera e l’ardita partecipazione al martirio con Nicolas Regnier e con l’affascinante Matthias Stomer dei Girolamini di Napoli; accezioni preziose del caravaggismo internazionale.

 

PROGRAMMA GIORNATA

8.00 partenza da Genova in pullman G.T.

10.00 ingresso al Castello di Miradolo e visita guidata della mostra e del parco del Castello

13.30 pranzo libero al Castello

15.00 sosta a Pinerolo per una visita libera alla cappella di Santa Maria in frazione Stella (ingresso libero, gradita un’offerta). La cappella contiene numerosi affreschi. Il più antico del 1429: un ex voto di Bena Solaro del Borgo (Signora di Macello), raffigurante una Madonna in trono con Gesù Bambino. La parete centrale è dominata dall’Adorazione dei Magi con a destra S. Stefano in preghiera e S. Vincenzo Ferreri in atto di riportare in vita un infante. Nell’ultimo scomparto, infine, è raffigurato il sogno premonitore del medesimo Santo che decise la sua ultima attività di predicatore, con al capezzale Cristo, San Domenico e S. Francesco. Al termine proseguimento per Pinerolo e visita libera della cittadina.

17.00 circa rientro a Genova

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: informazioni in sede

 

LA QUOTA COMPRENDE viaggio in pullman GT, entrata e visita guidata mostra e parco

LA QUOTA NON COMPRENDE i pranzi, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”

 

I VIAGGI DI GENOVA CULTURA SONO RISERVATI AI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE

 

TOUR – LE FONTANE DI GENOVA: STORIA DI ACQUA E ARTE

conferenza itinerante a cura di Debora COLOMBO

 

 durata del percorso un’ora e mezza circa

 

Partendo dalla centralissima piazza de Ferrari, passeggeremo alla scoperta delle più significative fontane storiche di Genova, protagoniste architettoniche degli angoli della città con funzioni di decoro e abbellimento e, anticamente, anche di distribuire l’acqua proveniente dall’acquedotto. Camminando per via Garibaldi ci soffermeremo ad ammirare l’elegante ninfeo di Domenico Parodi a Palazzo Lomellino, esempio di riuscito rapporto tra edificio e ambiente naturale. Nel contesto di un’ottica di più ampio respiro si andrà a visitare le tre fontane di Palazzo Reale, quelle del giardino di Palazzo del Principe Doria, per concludere con la moderna e ampia vasca circolare di Piazza del Principe realizzata in occasione del Vertice G8.

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

Per informazioni e prenotazioni fuori dagli orari di ufficio telefonare al 3921152682

MOSTRA – GIOVANI, SOGNATE IN GRANDE

ESPOSIZIONE DI OPERE ESEGUITE DA STUDENTI DELL’ACCADEMIA LIGUSTICA DI BELLE ARTI DI GENOVA

ENEA C. Z. WEINSTEIN

“AMNIS INFECTUS”

 

dal 21 gennaio al 3 febbraio – Da lunedì a venerdì, orario: 15.00 – 18.00

 

opening

Mercoledì 21 gennaio 17.00 – 19.00

GENOVA Cultura -Via Roma 8 b cancello – VI piano (per entrare digitare il codice 8007 seguito dal tasto campanello)

 

L’esposizione tratta dei diversi percorsi sperimentali che l’artista ha intrapreso durante gli anni accademici. Fra disegno e fotografia i temi. Pur trattandosi solo di una piccola parte dell’intero repertorio, i lavori selezionati raccordano a grandi linee il ciclo degli studi compiuti. Enea C. Z. Weinstein è nato a Genova il 31 ottobre 1988. Diplomato all’Accademia Ligustica di Belle Arti discutendo una tesi sperimentale sulla città. Oltre alla parte teorica è stato realizzato un progetto che prevedeva l’installazione di sculture in creta, e altri materiali, nell’insieme del patrimonio artistico del centro storico di Genova. Durante gli anni dell’apprendimento scolastico, è stato di importante sostegno lo studio della musica. Senza la preparazione di studi ufficiali, ha imparato a conoscere strumenti musicali, quali, chitarre, percussioni, e pianoforte. Questi ben presto lo indirizzarono nel campo della composizione sperimentale. Allegato allo studio del suono e delle arti visive (disegno, pittura, scultura, incisione), si sviluppa un forte interesse per la letteratura, la poesia, il cinema e la fotografia. Nelle sue esperienze sono presenti diversi concerti musicali e performance sperimentali, realizzandone i costumi di scena. Ha realizzato scenografie video, per spettacoli teatrali. Nel novembre 2013, ha partecipato alla performance del murales di Dario Fo al Teatro dell’Archivolto di Genova.