Le fontane rappresentano un patrimonio storico e culturale di grande valore artistico. Anticamente quando le case non erano collegate agli acquedotti, i cittadini attingevano l’acqua per uso domestico direttamente dalle fontane. Le donne avevano il compito di portare a casa l’acqua necessaria e per questa ragione erano soprannominate le “portatrici d’acqua”. Nel XVI secolo a Genova la fontana diventa un simbolo da esibire nei palazzi nobiliari, al centro di giardini arricchiti da statue ed altre opere architettoniche e nelle piazze pubbliche dove vengono arricchite con opere scultoree di grande valore. A partire dall’800 con la trasformazione urbanistica molte fontane vengono spostate dal loro sito originario e trasferite in altre parti della città. Un esempio la fontana delle Sirene, oggi in Piazza Colombo, fu in Ponte Reale di fronte a Palazzo Ducale fino al 1861. Progettata nel 1643 da G.B. Garré, era stata concepita per il rifornimento idrico delle navi attraccate in porto. Al contrario il barchile di piazza delle Erbe, risalente al XVIII secolo, non fu mai spostata.
Attualmente le fontane hanno perso il loro antico ruolo, ma ognuna di esse rappresenta un testimone della storia, delle leggende dello splendore della “Superba”.
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