Il tappeto, spesso considerato un mero elemento decorativo, nei dipinti rappresenta uno spazio sacro e privilegiato ai piedi della Vergine, quasi a simboleggiare un tempio portatile. Nel Rinascimento i tappeti provenienti dall’Oriente erano oggetti preziosi e costosi, un vero e proprio status symbol che pochi personaggi erano in grado di possedere ed esibire, ecco allora che il tappeto, raffinato e lussuoso, viene raffigurato nei dipinti per sottolineare l’importanza della committenza e come espediente pittorico per far convergere lo sguardo dell’osservatore sul soggetto sacro.
In alcuni dipinti di scuola senese del XIV e XV secolo dedicati alla venerazione della Vergine, artisti come Simone Martini, Lippo Memmi, Domenico di Bartolo, Giovanni di Paolo, Stefano di Giovanni (il Sassetta) e Sano di Pietro raffigurano una particolare tipologia di tappeti con minime variazioni nell’arco di tempo che va dal 1317 al 1470. Si ipotizza che gli artisti abbiano potuto vedere e copiare nelle loro opere uno dei tappeti appartenuti alla Vergine e non un tappeto di fantasia.
a cura di Paolo Perutelli e Diana Marcello – storica dell’arte
PROGRAMMA
primo incontro – Paolo Perutelli
Il tappeto della Vergine Maria tra fede e storia
secondo incontro – Diana Marcello
Il tappeto nei dipinti dedicati alla Vergine Maria
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