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Rococo’

a cura di Diana Marcello

Il Rococò è uno stile architettonico e decorativo che si sviluppò in Francia verso il 1730 e di qui si diffuse in tutta Europa, anche nel campo della scultura e della pittura. Il nome gli deriva da un’alterazione scherzosa del termine francese rocaille (roccia artificiale). Caratterizzato dalla tendenza a negare la forma architettonica rivestendola con un gioco capriccioso e leggero di stucchi, cornici dorate, festoni, volute bizzarramente intrecciate, il rococò si pone da un lato in contrapposizione al pesante plasticismo barocco, dall’altro in stretta continuità con la ricerca di ritmi dinamici tipica del barocco stesso, ma interpretata in chiave raffinata e leziosa. La pittura del periodo rococò ebbe delle caratteristiche stilistiche ben precise, utilizzando i motivi che avevano fatto la fortuna del barocco: linee curve, serpentine, spirali, ecc.  Ma ciò che più caratterizza la pittura rococò è l’uso dell’attimo fuggente. Quando un pittore fa un quadro rappresenta una sola immagine. Se questa immagine deve sintetizzare una storia deve scegliere quella più appropriata al significato che si attribuisce a quella storia. Con la pittura rococò nasce, in effetti, la pittura degli attimi fuggenti. Una pittura che non vuole raccontare storie, ma vuole comunicare emozioni e sensazioni. In genere queste sensazioni sono sempre di tipo mondano: sono le sensazioni che vivono chi fa la dolce vita degli aristocratici. Il pittore che inaugurò questo genere di soggetti fu il francese Jean-Antoine Watteau, così come, dopo di lui, i maggiori interpreti della pittura rococò furono soprattutto due pittori francesi: François Boucher e Jean-Honoré Fragonard.

Una serata tematica per addentrarsi nelle trame del Rococò, corrente artistica e culturale italiana del XVII secolo.

 

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