INCONTRO – ESPRESSIONISMO TEDESCO

INTRODUZIONE ALLA MOSTRA CHE APRIRA’ IL 5 MARZO A PALAZZO DUCALE

 

a cura di Barbara Cadei

 

Sede GENOVA Cultura, va Roma, 8b

 

ENTRATA LIBERA

 

Se nella seconda metà dell’800 fu la Francia a influenzare le tendenze della pittura internazionale, all’inizio del ‘900 questo ruolo passò invece alla Germania. I protagonisti erano i pittori dell’espressionismo tedesco. Prima Vienna e poi Monaco, Dresda e Berlino diventarono i centri che esercitavano più influenza nel mondo della pittura. In quel periodo la pittura tedesca era particolarmente ricca e feconda. Franz Marc, Ernst Ludwig Kirchner, August Macke, Paul Klee e Lyonel Feininger erano dei personaggi che attiravano in Germania anche dei nomi stranieri famosi come Wassilij Kandinskij e Alexej Jawlensky. Gruppi di artisti come Der blaue Reiter (Il Cavaliere Blu) a Monaco o Der Sturm (La Tempesta) e Die Brücke (Il Ponte) a Berlino crearono un nuovo stile artistico, l’espressionismo, che indica, in senso lato, tutta l’arte la cui sorgente è l’esperienza emozionale e spirituale della realtà e i cui mezzi consistono nella forte accentuazione cromatica e nella incisività del segno che per molti pittori era il mezzo più adatto per esprimere il loro crescente “disagio della civiltà”. Nella prima fase prevaleva il desiderio di arrivare a un’unità mistica tra vita e arte, dopo la guerra invece si fanno strada le idee più realistiche. La Prima Guerra Mondiale era attesa e salutata con entusiasmo frenetico non solo dai militaristi reazionari del Reich, ma anche dai giovani intellettuali: dallo scontro armato essi si aspettavano un nuovo ordine sociale esattamente come, nell’Apocalisse di san Giovanni, la nuova Gerusalemme era risorta dalle ceneri del mondo. Si auspicava la purificazione dell’Europa, il tramonto di tutti gli antichi poteri e di una società che non poteva essere trasformata solo con l’arte. Dunque la guerra mondiale venne intesa come moderna apocalisse di dimensioni bibliche. Molti artisti, animati da questo cieco idealismo giovanile, combatterono al fronte come volontari. Ma l’orrore della guerra era tale che dopo molti artisti non riuscivano più a continuare a dipingere, dopo la guerra cominciò a prevalere una corrente più realistica dell’espressionismo di cui Otto Dix, Max Beckmann e George Grosz erano i protagonisti di spicco.